Docenze

Metodo delle docenze

Una pagina per entrare nel pensiero che porto in aula: non slide da ingrandire, ma concetti leggibili, domande e passaggi teorici che diventano lavoro sul campo.

Perché questa pagina

Un modo per capire cosa entra in aula.

Le docenze non sono solo contenuti da ascoltare: sono un cambio di domanda. Prima della tecnica c’è il modo in cui impariamo a guardare il cane, il contesto, la relazione e ciò che l’olfatto rende visibile.

Questa pagina raccoglie alcuni nuclei della presentazione usata in aula e li traduce in forma leggibile, accessibile e utile anche da telefono.

Dentro la teoria

I concetti che guidano la formazione.

01

Il mondo odoroso del cane

Gli odori sono il mondo che il cane ha bisogno di vedere. La ricerca parte da qui: non chiedere al cane di entrare nella nostra mappa, ma imparare a seguirlo nella sua.

02

Essere specie

Ogni proposta deve rispettare filogenesi, sviluppo e bisogni profondi. Quando li ignoriamo, equilibrio, serenità e senso di appartenenza diventano più fragili.

03

Motivazione, non prestazione

Il contesto deve sostenere il cane. Proporre ricerca dove c’è disagio non crea buon apprendimento: può ridurre sicurezza, fiducia e benessere.

04

Tre modi di cercare

Traccia: seguire un odore. Settore: cercare un odore. Persone: costruire una sequenza in cui odore, figura e relazione entrano nello stesso processo.

05

Comunicare meno, leggere meglio

Noi usiamo molte parole. Il cane comunica con posture, movimenti, vocalizzazioni, odori e marcature. In aula impariamo a diminuire il rumore umano.

06

Libertà fisica e psicologica

Non basta togliere un vincolo. Serve autoregolazione, possibilità di scelta reale, alternative comportamentali e stabilità emotiva.

07

Equilibrio e dipendenza

Un comportamento non è un problema in sé. Lo diventa quando resta l’unica possibilità. La libertà è anche poter scegliere di non farlo.

08

Segnali fragili

Alcuni cani non risolvono una situazione: la interrompono. Immobilizzarsi, chiudersi o sembrare neutri può essere un modo silenzioso per uscire dalla relazione.

Domande di lavoro

La teoria diventa sguardo operativo.

In aula i concetti non restano astratti. Diventano domande da portare sul campo, davanti ai cani reali e ai binomi reali.

  • Che cosa sta cercando davvero il cane?
  • Il contesto sostiene o mette pressione?
  • La libertà è solo fisica o anche psicologica?
  • L’esercizio apre possibilità o restringe alternative?
  • Che cosa sta facendo l’umano che facilita o impedisce la lettura?

Per le scuole

Una teoria che resta agganciata al campo.

Il materiale teorico serve a dare struttura, ma non sostituisce l’esperienza. Diventa osservazione, confronto sui casi, progettazione degli esercizi e lettura del binomio.

Per questo ogni docenza può essere modulata sul livello del gruppo, sugli obiettivi del corso e sul percorso della scuola che ospita.

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